
Scaramanzie ai Mondiali di calcio
I rituali segreti di Messi, Ronaldo. Ricordando Maradona
Dai gesti ripetuti prima del calcio d’inizio alle monete portafortuna nascoste negli scarpini sono tante le scaramanzie più curiose dei grandi protagonisti della storia dei Mondiali di calcio.
Le scaramanzie nel calcio rappresentano un fenomeno diffuso a ogni livello, ma assumono un significato particolare durante i Mondiali di calcio, quando la pressione mediatica e l’importanza delle gare raggiungono il massimo livello. Molti giocatori seguono gesti ripetitivi che li aiutano a trovare concentrazione e sicurezza prima di scendere in campo.
Lionel Messi e il rituale perfetto prima di ogni partita
Tra i calciatori più superstiziosi degli ultimi anni figura Lionel Messi. Il fuoriclasse argentino è noto per seguire una serie di gesti che si ripetono praticamente identici prima di ogni incontro.
L’ex stella del Barcellona e della nazionale argentina entra spesso in campo privilegiando il piede sinistro e mantiene una routine precisa anche durante i calci piazzati. Prima di battere rigori e punizioni sistema il pallone con estrema attenzione utilizzando entrambe le mani, quindi si allontana effettuando sempre lo stesso numero di passi.
Cristiano Ronaldo e la routine che non cambia mai
Anche Cristiano Ronaldo è famoso per le sue scaramanzie. Il campione portoghese ha costruito negli anni una vera e propria sequenza di rituali che accompagna ogni sua apparizione.
Tra i gesti più conosciuti c’è la caratteristica posizione assunta prima di battere le punizioni, con le gambe divaricate e il busto eretto. Tuttavia esistono molte altre abitudini meno visibili al pubblico.
Ronaldo è solito uscire per ultimo dallo spogliatoio, oltrepassare la linea laterale del campo con il piede destro, indossare prima il calzino destro e mantenere sempre lo stesso posto durante gli spostamenti della squadra, sia in autobus sia in aereo.
Laurent Blanc e il bacio portafortuna a Barthez
Tra le superstizioni più celebri nella storia dei Mondiali di calcio spicca quella di Laurent Blanc durante Francia 1998.
Prima di ogni partita il difensore francese si avvicinava al portiere Fabien Barthez e gli baciava la testa rasata. Il gesto divenne rapidamente un rito irrinunciabile per la nazionale francese.
La Francia conquistò il primo Mondiale della propria storia e Blanc continuò a ripetere la tradizione anche durante gli Europei del 2000, terminati con un altro importante successo internazionale.
Gigi Riva e il numero 11
Anche i numeri di maglia possono trasformarsi in autentici portafortuna. Lo sapeva bene Gigi Riva, uno dei più grandi attaccanti italiani di sempre.
La leggenda del Cagliari era particolarmente legata al numero 11, indossato per gran parte della sua carriera. La convinzione di essere legato a quel numero aumentò dopo un episodio sfortunato avvenuto quando scese in campo con una maglia diversa, esperienza segnata da un grave infortunio.
Da quel momento il numero 11 divenne ancora più importante nella sua personale visione della fortuna sportiva.
Eusébio e la moneta nascosta nello scarpino
L’attaccante portoghese Eusébio prima di ogni partita inseriva una moneta all’interno di uno scarpino e la teneva con sé fino al termine dell’incontro.
Diego Armando Maradona e il piede sinistro della fortuna
Anche Diego Armando Maradona aveva sviluppato nel tempo alcuni rituali personali.
Dopo un grave infortunio subito durante la sua carriera, il fuoriclasse argentino iniziò a entrare in campo poggiando sempre per primo il piede sinistro sul terreno di gioco. Inoltre, durante gli anni trascorsi a Napoli, era solito salutare il massaggiatore Salvatore Carmando con un bacio sulla fronte prima del fischio d’inizio.
Gli esperti di psicologia sportiva spiegano che i rituali aiutano gli atleti a gestire ansia, stress e pressione. Ripetere sempre gli stessi gesti crea infatti una sensazione di controllo che favorisce la concentrazione.



