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Johan Cruijff a 7 anni dalla morte il ricordo del calciatore

Nel marzo del 2016 se ne andò il profeta del calcio

Era il 24 Marzo del 2016 quando il mondo del calcio con la morte di Johan Cruijff perse il suo ” profeta”. Il Pelè bianco come lo aveva ribattezzato il giornalista Gianni Brera dominò il calcio negli anni sessanta e settenta anche se giocò fino al 1984. Di lui si diceva fosse:

‘Attaccante atipico: né centravanti né mezzala, ma tutto questo insieme, inclassificabile per i critici e inafferrabile per gli avversari.

E fu così veramente soprattutto nelle sue tante stagioni all’Ajax.

Johan Cruijff: il protagonista della rivoluzione orange

Johan Cruijff fu nei fatti il protagonista principale della rivoluzione dell’Ajax e del calcio olandese sin da quando esordì in Campionato il 15 novembre 1964 in Ajax-Groningen (1-3).

”Cruijff  – scrive la Treccani- fu il leader di una generazione di giocatori di grandissimo livello grazie alla sua caratteristica e sbalorditiva velocità d’esecuzione, la migliore espressione di un gioco basato sulla ricerca del calciatore universale, sul superamento dei ruoli, sul movimento incessante, sul pressing e sui raddoppi, sulla squadra cortissima e sul fuorigioco esasperato”.

Un mito, un esempio più come calciatore che come allenatore. Delle tante squadre in cui giocò rimase sempre legato all’Ajax che occasione del suo sessantesimo compleanno ritirò ufficialmente la maglia n. 14.

Nel suo Palmares vi sono: nove campionati, sei coppe nazionali, tre coppe dei Campioni, una coppa Intercontinentale e una Supercoppa europea con l’Ajax, un campionato e una coppa nazionale con il Barcellona, tre volte Pallone d’Oro e una volta vice campione del Mondo.

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