
Steven Bradbury, nella vita mai dire mai
Una storia di resilenza. Tutti i suoi avversari cadono all’ultima curva e lui vince
Steven Bradbury è considerato ormai un esempio di resilenza nello sport . La sua vittoria fu un ‘impresa nello short track a Salt Lake City nel 2002. L’atleta australiano, quel giorno tagliò per primo il traguardo da solo e incredulo: tutti i suoi avversari erano caduti all’ultima curva.
“I favoriti per le medaglie cadono all’ultima curva nel tentativo di superarsi e Steven, – scrive l‘Agi ricordando l’impresa- che viaggia nelle retrovie, si trova a tagliare per primo il traguardo a braccia levate. L’uomo giusto, al momento giusto, nella gara della vita? Forse è così, ma la sua storia parte da molto prima e sembra la sceneggiatura per un film. Con lieto fine: la medaglia d’oro che mancava all’Australia.
Steven Bradbury “Accetto questa medaglia d’oro. Non per i 90 secondi della gara, ma per i 14 anni di duro lavoro”
Dopo quella vittoria l’atleta si ritira dalle gare “Accetto questa medaglia d’oro. Non per i 90 secondi della gara, ma per i 14 anni di duro lavoro”. L’Australia, gli dedica un francobollo e la sua storia di resilienza ispira un modo di dire in uso nel Paese: “do a Bradbury”, che tradotto suona come “fai il Bradbury” .
Nel nostro paese l’atleta è divenuto celebre grazie alla Gialappa’s Band per la trasmissione Mai Dire Domenica che raccontava la vittoria a Salt Lake City dai quarti di finale fino alla finale



