
Il calcio di strada resiste: tra passione e voglia di libertà
La ricerca Adidas alla vigilia dei Mondiali di Calcio 2026
Alla vigilia dell’apertura dei Mondiali di Calcio edizione 2026 l’Adidas pubblica una singolare ricerca sulla passione e la pratica per questo sport. Il calcio di strada piace agli italiani che hanno nostalgia dei tiri dati ad un Super Santos nei pomeriggi assolati o dei campetti di quartiere tanto cari ai fratelli del calcio italiano, gli Esposito
Secondo la ricerca realizzata da Ipsos Doxa per Adidas, quasi un italiano su due (48%) ritiene che il calcio di strada sia ancora una realtà presente nei quartieri e nei cortili delle città. Una percentuale che sale al 57% tra i giovani di età compresa tra i 18 e i 34 anni.
L’indagine restituisce l’immagine di un Paese che, pur cambiando il proprio modo di vivere e seguire il calcio, mantiene intatto il legame emotivo con questo sport. Nonostante le trasformazioni del settore e alcune recenti delusioni sportive, il calcio continua a rappresentare un elemento centrale dell’identità nazionale, influenzando ambiti come la moda, la musica e la cultura popolare, oltre a mantenere la capacità di unire generazioni diverse.
Dalla ricerca emerge anche una forte esigenza di preservare l’aspetto più autentico del gioco: quello spontaneo, umano e libero dalle pressioni. Per molti italiani il calcio resta innanzitutto uno spazio di aggregazione, passione e divertimento.
Cosa rappresenta il calcio per gli italiani?
Alla domanda su cosa rappresenti il calcio, gli intervistati indicano senza esitazioni la passione come valore principale (40%), seguita dal divertimento (35%) e dallo spettacolo (31%). Tra gli uomini emerge inoltre una componente fortemente nostalgica: l’11% associa il calcio ai ricordi dell’infanzia, alle partite improvvisate con gli amici e ai momenti che hanno accompagnato la crescita personale.
Accanto a questi valori, gli italiani collegano al calcio anche emozioni intense. Rivalità e adrenalina raccolgono entrambe il 26% delle preferenze, simboli dell’emozione che accompagna ogni sfida sportiva. Seguono il senso di appartenenza (25%) e la capacità di aggregare persone diverse attorno a un rito collettivo condiviso, indicata dal 18% degli intervistati.
In un contesto spesso caratterizzato da aspettative elevate e pressioni crescenti, emerge con forza il desiderio di vivere il calcio in modo più leggero. Quasi due italiani su tre (64%) ritengono fondamentale poter giocare esclusivamente per il piacere di farlo, senza stress o condizionamenti esterni. Una convinzione ancora più diffusa tra i tifosi più coinvolti: la quota sale infatti al 72% tra i grandi appassionati e raggiunge l’81% tra coloro che si dichiarano particolarmente interessati ai Mondiali del 2026.



